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Trai vantaggio dai consigli che un saggio mette egli stesso in pratica (Hazrat Ali) Il prezzo della conoscenza è la responsabilità di condividere (Anonimo)

sabato 31 ottobre 2015

31 OTTOBRE " LA NOTTE DI HALLOWEEN"







La Storia di Halloween:

L'Irlanda è la patria originaria di Halloween, anche se generalmente viene conosciuta come una tradizione americana.
La leggenda narra che, tanti e tanti anni fa, viveva in Irlanda un vecchio fabbro di nome Jack, ubriacone e taccagno, e che costui, la notte di Halloween, aveva incontrato per caso in un pub il Diavolo, venuto per reclamare la sua anima. Il vecchio stava per cadere nelle mani di Satana, quando, con uno stratagemma, riuscì ad imbrogliarlo facendogli credere che gli avrebbe dato la sua anima in cambio, però, di un'ultima bevuta. Il Diavolo, così, si trasformò in una monetina da sei pence per pagare l'oste e Jack fu abbastanza veloce da riuscire ad intascarsela. Poiché, poi, possedeva anche una croce d'argento, il Diavolo non riuscì più a tornare alla sua forma originaria. Jack, allora, stipulò un nuovo patto col Diavolo: lo avrebbe lasciato andare purché questi, per almeno 10 anni, non fosse tornato a reclamare la sua anima. Satana accettò.


Dieci anni dopo, Jack e il Diavolo si incontrarono di nuovo e Jack, sempre con uno stratagemma, riuscì a sottrarsi al potere del Principe delle Tenebre e a fargli promettere che non lo avrebbe cercato mai più. Il Diavolo, che si trovava in una situazione difficile, non poté far altro che accettare.
Quando Jack morì, a causa della sua vita dissoluta, non fu ammesso al Regno dei Cieli e fu costretto a bussare alle Porte dell'Inferno; il Diavolo, però, che aveva promesso che non lo avrebbe cercato, lo rispedì indietro tirandogli addosso un tizzone infernale ardente. Jack se ne servì per ritrovare la strada giusta e, affinché non si spegnesse col vento, lo mise sotto la rapa che stava mangiando.

Si dice che da allora Jack vaghi con il suo lumino in attesa del giorno del Giudizio (da qui il nome JACK O' LANTERN, Jack e la sua Lanterna) e sia il simbolo delle anime dannate ed errabonde.
Quando gli Irlandesi, in seguito alla carestia del 1845, abbandonarono il loro Paese e si diressero in America, portarono con sé questa leggenda e, poiché le rape non sono in America così diffuse come in Irlanda, le sostituirono con le più comuni zucche.
Da allora, la zucca intagliata
con la faccia del vecchio fabbro e il lumino all'interno, è il simbolo più famoso di Halloween.
Tuttavia, le sue origini antichissime affondano nel più remoto passato delle tradizioni europee: viene fatta risalire a quando le popolazioni tribali usavano dividere l'anno in due parti in base alla transumanza del bestiame.
Nel periodo fra ottobre e novembre, preparandosi la terra all'inverno, era necessario ricoverare il bestiame in luogo chiuso per garantirgli la sopravvivenza alla stagione fredda: è questo il periodo di Halloween.





I Celti

In Europa la ricorrenza si diffuse con i Celti. Questo popolo festeggiava la fine dell'estate con Samhain, il loro capodanno.
In gaelico Samhain significa infatti "fine dell'estate" (Sam, estate, e Fuin).
A sera tutti i focolari venivano spenti e riaccesi dal "sacro falò" curato dai druidi a Tlachtga, vicino alla reale collina Tara.



Nella dimensione circolare del tempo, caratteristica della cultura celtica, Samhain si trovava in un punto fuori dalla dimensione temporale che non apparteneva né all'anno vecchio e neppure al nuovo; Con Samhain inizia il nuovo anno, la nuova stagione (quella del buio) e il nuovo mese.
Per i "ricercatori" inizia un nuovo anno iniziatico.
Halloween vista dal punto di vista dell'antica tradizione celtica, come il momento in cui è più facile mettersi in contatto con la nostra identità più profonda e autentica.
L’iniziazione è la metamorfosi, è l’assunzione da parte dell’individuo di una nuova completa identità ed è anche l'abbandono definitivo del vecchio “io”.

Il concetto di iniziazione deriva dai riti di passaggio dei popoli primitivi e dai miti dell’antichità ed è un aspetto centrale dell’alchimia e dell’esoterismo; è comune anche alla psicologia, dove il superamento di una crisi provocata da un conflitto interiore, legato alla necessità di passare ad una nuova fase della propria vita, viene visto come una iniziazione; anche in narrativa, la trasformazione dell’eroe, provocata dagli avvenimenti della storia, segue lo schema del Viaggio Iniziatico.

Un viaggio, che è metafora di uno sviluppo esistenziale, necessita di un luogo da abbandonare, di una spinta a partire e di una partenza vera e propria.

Le 8 feste celtiche diventano così le 8 porte cosmiche, che ritmando i tempi del cambiamento, permettono la Metamorfosi non come una trasformazione in qualcosa d’estraneo, ma come la scoperta del proprio sé vero, l’assunzione ella propria vera identità, fino a quel momento sconosciuta. E’ il risveglio dell’uomo, che da iniziando diventa iniziato.in quel momento il velo che divideva dalla terra dei morti (Tir na n'Og) si assottigliava ed i vivi potevano accedervi.

I celti non temevano i propri morti e lasciavano per loro del cibo sulla tavola ( generalmente un composto a base di semi e cereli ) in segno di accoglienza per quanti facessero visita ai vivi.
Da qui l'usanza del trick-or-treating.

Oltre a non temere gli spiriti dei defunti, i Celti non credevano nei demoni quanto piuttosto nelle fate e negli elfi, entrambe creature considerate però pericolose: le prime per un supposto risentimento verso gli esseri umani; i secondi per le estreme differenze che intercorrevano appunto rispetto all'uomo. Secondo la leggenda, nella notte di Samhain questi esseri erano soliti fare scherzi anche pericolosi agli uomini e questo ha portato alla nascita e al perpetuarsi di molte altre storie terrificanti.

I Romani

Con il dominio romano, Samhain fu assimilata all'equivalente celebrazione di Pomona,



Pomona, Roman goddess of fruit and trees



Una festa dedicata al raccolto, cosicché uscì dai confini etnici sviluppandosi in diverse varianti.


Il Cristianesimo e la festa di Ognissanti  


Il cristianesimo, come già la dominazione romana, tentò di incorporare le vecchie festività pagane dando loro una connotazione compatibile con il suo messaggio.

Già la cristianità primitiva era solita celebrare feste in onore dei Santi: i primi resoconti scritti risalgono a Tertulliano e a Gregorio di Nizza (223-395 d.C.), ma solo le pagine scritte da Sant’ Ephraem, morto nel 373 d.C., danno una sicura testimonianza della "festa celebrata in onore dei martiri della terra" il giorno 13 maggio.
La festa,  nata nel nord Europa giunse a Roma il 13 Maggio del 609 d.C., quando Papa Bonifacio IV dedicò il Pantheon di Roma alla Vergine Maria e a tutti i martiri
In questo giorno venivano onorati i cristiani uccisi in nome della fede.
Per oltre due secoli le due festività procedettero affiancate, sino a che papa Gregorio III (731-741) ne fece coincidere le date. Le ragioni dello spostamento della data al primo novembre non sono certe: sembra che fin dall’ 800 d.c. Alcuino, consigliere di Carlo Magno, decise di stabilire la santissima solennità di tutti i santi in questa data e di celebrarla con una festa di tre giorni. In questo modo, la Chiesa voleva cristianizzare la festa pagana del Capo d'anno del popolo Celtico, che cadeva ai primi di novembre.

Nel tentativo di far perdere significato ai riti legati alla festa di Samhain, nell'anno 835 Papa Gregorio Magno spostò la festa di Ognissanti, dedicata a tutti i Santi del Paradiso, dal 13 Maggio al primo Novembre, come avveniva già da tempo in Francia. Lo stesso Papa Gregorio III fece costruire all'interno della Basilica Vaticana la cappella di Ognissanti


 Basilica Vaticana Cappella di Ognissanti

Secondo altre fonti, fu invece Sant'Odilone di Cluny che nel 1048 decise di spostare la celebrazione cattolica all'inizio di novembre al fine di detronizzare il culto di Samhain. Quell'anno l'Ognissanti fu spostata dal 13 maggio al 1 novembre per dare ai cristiani l'opportunità di ricordare tutti i santi e, il giorno dopo, tutti i cristiani defunti (Commemorazione dei Defunti). Per questo nei paesi di lingua inglese la festa divenne Hallowmas, che significa "messa in onore dei santi"; la vigilia divenne All Hallows Eve, che si trasformò nel nome attuale, Halloween.

Il 1 giugno 1949, la Costituzione italiana inserisce il giorno di Ognissanti tra quelli considerati "festivi, agli effetti della osservanza del completo orario festivo e del divieto di compiere determinati atti giuridici".

Come l’Italia, anche l’Austria, il Belgio, la Germania, la Spagna, la Francia, la Grecia, il Lussemburgo ed il Portogallo hanno istituito ufficialmente questa celebrazione


Stati Uniti


Negli Stati Uniti le diverse tradizioni legate alla festa d'Ognissanti confluirono, fino ad arrivare alle consuete moderne celebrazioni.
Inizialmente era una festa regionale, le cui caratteristiche erano legate alle culture degli immigrati ed alla fede religiosa personale.

In epoca vittoriana furono gli strati più elevati della società ad impadronirsi della festa: era di moda, negli Stati Uniti, organizzare feste, soprattutto a scopo benefico, la notte del 31 ottobre. Era necessario eliminare i collegamenti con la morte ed amplificare i giochi e la parte scherzosa della festa.

Già nel 1910 le fabbriche statunitensi producevano tutta una serie di prodotti legati unicamente a questa festa. Prende in questo periodo la connotazione di "notte degli scherzi" o "notte del diavolo", durante la quale ci si abbandonava all'anarchia ed erano ricorrenti gli atti di vandalismo, fino al punto da ritenere opportuno l'annullamento della festività.

Con la seconda guerra mondiale si fece leva sul patriottismo americano e la festa servì a tenere alto il morale delle truppe ed il vandalismo degli scherzi di peggiore specie venne eliminato.

Terminato il conflitto mondiale i bambini si impossessarono della festa, anche grazie alle aziende, che dedicarono a loro tutta una serie di costumi, dolci e gadget trasformando la festa in un affare commerciale. Alimentarono l'affare con storie di lamette nei dolci e avvelenamenti di caramelle fatte in casa, inducendo gli americani a volgersi verso dolci preconfezionati.

Jack-o'-lantern


È usanza ad Halloween intagliare zucche con volti minacciosi e porvi una candela accesa all'interno.
Questa usanza nasce dall'idea che i defunti vaghino per la terra con dei fuochi in mano e cerchino di portare via con sé i vivi (in realtà questi fuochi sono i fuochi fatui, causati dalla materia in decomposizione sulle sponde delle paludi); è bene quindi che i vivi si muniscano di una faccia orripilante con un lume dentro per ingannare i morti. Questa usanza fa riferimento anche alle streghe, che nei tempi più remoti venivano bruciate sui roghi o impiccate; infatti, oggi si pensa che queste vaghino nell'oscurità della notte per rivendicare la loro morte (abbigliate in maniera più o meno orrenda) e ne approfittano per usare il loro potere ad Halloween, quando quest'ultimo aumenta in misura maggiore rispetto alla loro normale paranormalità. L'usanza è tipicamente statunitense, ma probabilmente deriva da tradizioni importate da immigrati europei: l'uso di zucche o, più spesso in Europa, di fantocci rappresentanti streghe e di rape vuote illuminate, è documentato anche in alcune località del Piemonte, della Campania, del Friuli (dove si chiamano Crepis o Musons), dell'Emilia-Romagna, dell'alto Lazio e della Toscana, dove la zucca svuotata era nota nella cultura contadina con il nome di zozzo. Anche in varie località della Sardegna la notte della Commemorazione dei Defunti si svolgono riti che hanno strette similitudini con la tipica festa di Halloween d' oltreoceano, nel paese di Pattada si incidono le zucche e all' interno viene accesa una candela, in altri paesi si svolge il rito delle "Is Animeddas" (Le Streghe), del "Su bene 'e is animas", o del “su mortu mortu”, dove i bambini travestiti bussano alle porte chiedendo doni.

 Il vero significato di Halloween è stato nascosto.
E' in realtà la festività in cui celebriamo la nostra Dea creatrice, la Donna Ragno. La zucca ovviamente rappresenta il Raccolto. Nella favola di Cenerentola, viene rappresentato il cambiamento di una donna che passa da povera stracciona a ricca e Cenerentola diviene una bellissima luce splendente.
Questo è ciò che attende Tutti Coloro che usciti dalle distorsioni della terza densità, si apprestano a ricevere i doni pronti per l' Umano che sà riconoscere la propria Divinità.

Avete letto il libro "Le nebbie di Avalon"? Quando le cose si fanno troppo difficili sulla Terra, Avalon sparisce nella nebbia, ovvero va in una dimensione superiore. Non vi siete domandati perché "Il Codice Da Vinci" e il Santo Graal sono diventati così popolari sul pianeta Terra? E' successo perché la Francia, l'Inghilterra e la Scozia erano le terre della Sacra famiglia e dell'energia della Dea. Veniva considerato Camelot, il luogo degli insegnamenti superiori. Erano terre considerate molto sacre perché tutta l'energia scorreva nei posti sacri attraverso il Grande Sole Centrale. La maggior parte dei cerchi nel grano appaiono in quell'area a causa dell'energia ivi presente.

 Il velo attorno alla Terra è piuttosto sottile in questo periodo dell'anno perché le festività di questo mese sono allineate ad un buco nero a sette gradi nello Scorpione. Ogni anno questo portale stellare si apre e i contatti con chi si trova dall'altra parte del velo divengono sempre più ravvicinati. Questo portale rimane aperto per qualche giorno mentre celebriamo Ognissanti, il primo Novembre, e la Commemorazione dei defunti il giorno seguente, che è anche la luna piena di questo mese.

Il tredicesimo segno zodiacale è chiamato Asclepio ed è visibile in questo periodo dell'anno. Se osservate la mappa dell'eclittica noterete che l'uomo/donna che tiene il serpente, poggia un piede su Halloween nell'eclittica, e il secondo piede tra il 30 Novembre e il 16 Dicembre, momento in cui la Terra viene investita da vento solare proveniente da quel segno.

Gli Hopi celebrano la Donna Ragno come la loro Dea creatrice. Questo è il motivo per cui Halloween ha come simbolo un ragno.



SIMBOLOGIA
            
IL GUFO - Durante il Medioevo, molte persone credevano che i gufi   avessero a che fare con la stregoneria. Si credeva che la notte di          Halloween, demoni in forma di gufi viaggiassero assieme alle streghe e ai loro gatti a bordo di manici di scopa per andare al Sabba delle Streghe.
I gufi erano quindi anch'essi dei famigli, e di alcuni si credeva addirittura che fossero streghe travestite.
Anche nell'antica Roma il gufo era uccello di malaugurio: la loro presenza     indicava cattiva fortuna (il gufo era chiamato STRIX dai Romani, parola che significa STREGA). Il gufo è un simbolo molto fortunato per le streghe, e per le persone nate sotto uno dei tre segni di  Terra (Toro, Vergine e Capricorno).
Gli Indiani d'America credono ancora oggi che il gufo sia il messaggero dei morti, mentre i maghi Peruviani lo usano nei loro incantesimi per combattere la magia nera.            

              IL GATTO NERO - Per molte persone sono creature sinistre portatrici di disgrazie.
Ne medioevo, si credeva che i gatti fossero entità demoniache servitrici delle streghe. 
Nei roghi che uccisero tante donne accusate di stregoneria, furono innumerevoli i gatti neri che trovarono la morte, nel nome di Dio.
E' risaputo che il gatto ha grandissimi poteri magici e psichici.
Durante il Medioevo il gatto nero divenne simbolo del diavolo e di sfortuna.


IL PIPISTRELLO - Simbolo molto popolare di Halloween, il   pipistrello è collegato alla stregoneria e alla morte in molte culture diverse. Questa associazione nasce dall'usanza di volare di  notte e di dimorare in caverne e rovine.
I pipistrelli sono stati associati alle streghe durante il Medioevo, quando si credeva che le streghe fossero aiutate da demoni in forma di animali. Il sangue di  pipistrello era anche usato (soprattutto nella magia nera) per la  preparazione di pozioni magiche e unguenti. Quando le streghe divennero fortemente associate ad Halloween, anche i pipistrelli lo divennero. Oggi i pipistrelli sono ancora temuti in molte parti del  mondo, e in molti li credono ancora "creature del demonio"





IL MANICO DI SCOPA - Durante il Medioevo ed il Rinascimento si pensava fossero il primo mezzo di trasporto delle streghe.  Oggi la scopa è un simbolo in stregoneria: serve a "spazzar via" la negatività, la  sfortuna e il maligno. 
Per volare le streghe usavano uno speciale unguento fatto di erbe velenose, grasso ed altri ingredienti.
Potevano addirittura diventare invisibili mentre volavano.


                          





IL RAGNO - Anche i ragni furono associati alle streghe durante il Medioevo, anche se all'infuori delle favole, le streghe non creavano  mai pozioni con "zampe di vedova nera" come a volte si dice nelle  filastrocche.
La superstizione vuole che il ragno sia portatore di cattive vibrazioni, capace di fare del male a uomini e animali anche solo con la vicinanza. Eppure, per molte streghe dell'età moderna il  ragno è simbolo di fortuna e ricchezza.
Gli Sciamani lo considerano  simbolo di creatività.





LA ZUCCA JACK-O'-LANTERN - L'origine di Jack-o-lantern nasce   in Irlanda, dove delle rape svuotate venivano intagliate e usate come  lanterne, per illuminare la strada nella notte di Halloween ma  soprattutto per spaventare e scacciare i fantasmi. In Scozia lo  stesso si faceva con la pianta del cavolo, e aveva nome di torcia "kail-runt". Il nome Jack-o-lantern invece veniva usato per i cosidetti fuochi fatui, cioè quelle luci fosforescenti che a volte appaiono vicino alle paludi dopo il tramonto. Secondo antiche tradizioni Europee, queste misteriose luci sono le anime scacciate  sia dal Paradiso che dall'Inferno, condannate così a passare  l'eternità senza meta. Si diceva anche che fosse pericoloso vederle,  perché potevano indurre gli umani a seguirle nelle paludi per poi affogarli.
Nei tempi moderni le lanterne intagliate nelle zucche sono usate dalle streghe per far luce agli spiriti dei morti, quelli  a cui si voleva bene!, che tornano nel mondo dei vivi la notte di  Halloween.

            
I COLORI NERO E ARANCIONE -  I colori tradizionali di Halloween sono 
 il nero e l'arancione.
           
Il NERO è il colore usato da molte streghe  per la sua abilità di ostacolare e addirittura annullare il maligno. E' in grado di assorbire a neutralizzare energie negative. Il nero è anche il colore sacro delle deità pagane che governano il mondo dei morti. 
 L'ARANCIO riflette la natura agricola di Halloween, che risale alle  epoche pre-Cristiane. L' arancio essendo il colore delle zucche e  delle foglie d'autunno, evoca lo spirito delle stagione. Insieme questi due colori creano un simbolo molto potente che è ricco di  leggende, tradizioni, magia e mistero: la vera essenza di Halloween
                                              
                                                                                                                                                                                             

FANTASMI E SCHELETRI - Sono la diretta associazione tra Halloween e la morte/rinascita. Samhain era la festa dei morti celebrata dagli  antichi Celti il 1° novembre (Ognissanti è la versione Cristiana  della medesima elebrazione). Anche se oggi fantasmi e scheletri   sono accumunati alle figure di vampiri, licantropi etc, il loro significato è molto diverso: il Neopaganesimo e il Wicca infatti li vede come simboli di reincarnazione. In queste religione la morte  non è vista come una fine ma come una parte del ciclo perpetuo di  nascita, morte e rinascita. Le streghe li  utilizzano per tenere lontano gli spiriti.         
  

                                      
imageIL CALDERONE DELLA STREGA    -   Le streghe sono spesso rappresentate  mentre rimescolano il  contenuto di  un grande calderone sopra il  fuoco. Dentro la sua misteriosa pentolona, nera come la pece, strani   ingredienti vengono mischiati per creare una pozione magica.Il  calderone è uno strumento molto potente che combina le influenze degli antichi elementi di Aria, Fuoco, Acqua e Terra. La sua forma  rappresenta Madre Natura, e le tre zampe su cui poggia corrispondono a i tre aspetti della Triplice Dea; le tre fasi lunari; e i tre  numeri magici. Inoltre, il calderone è simbolo di trasformazione (in senso fisico e spirituale), di illuminazione, saggezza, di rinascita. 






Passiamo ora al menù scelto per trascorrere insieme la notte di Halloween





Iniziamo dall'aperitivo:

APERITIVO DEL VAMPIRO         
                              



1 bottiglia di sidro frizzante da ¾ di litro
1 litro di succo di  mirtilli rossi 
1 litro di soda oppure di acqua minerale molto frizzante
1 tazza di rum
2 bastoncini di cannella
5 chiodi di garofano
3 cucchiai colmi di zenzero fresco tritato finamente
80 ml. di acqua
70 g. di zucchero

Preparazione:

Versate in un pentolino la cannella, i chiodi di garofano, lo zenzero, lo zucchero e l’acqua, portate ad ebollizione, coprite e fate cuocere 5 minuti.
Lasciate raffreddare.

Versate in una bottiglia il sidro, il succo di mirtilli, la soda e il rum, ed infine lo sciroppo speziato preparato precedentemente, passandolo attraverso un colino.

Per un effetto “spaventoso” per Halloween preparate dei cubetti di ghiaccio speciali usando il succo di mirtilli.
Potete preparare dei ghiaccioli a forma sferica (usando gli appositi sacchetti usa e getta) che simuleranno i coaguli di sangue; oppure usando guanti di plastica del tipo usa e getta potete preparare delle mani mozzate di sicuro effetto.



RACCOLTO DEL GOBBO




Ingredienti

Ceci, Fagioli neri e bianchi, Farro, Fave, Lenticchie, Piselli secchi, sale.

Preparazione
Mettere tutti gli ingredienti in ammollo la notte prima.
Potette avere l'accortezza di separare i fagioli e i ceci perchè hanno una cottura più lunga.
Il giorno dopo cuocere in abbondante acqua fredda aggiustata di sale q.b.
Personalmente ho aggiunto all'acqua di cottura dei fagioli e dei ceci la salvia, il rosmarrino e un pò di cipolla.
Il misto di cereali va servito in ciotole e preso con le mani.
Se ne consuma un pò il resto va offerto ai Deva della natura prima della fine del giorno successivo alla notte del 31 Ottobre.
Mentre consumate i cereali portandoli alla bocca con le mani, fate un bilancio dell'anno trascorso: quali progetti e  propositi avete fatto, a quelli che sono andati a buon fine e a quelli che sono rimasti in sospeso, quale risultato avete ottenuto.
Prima di incartare l'offerta per i Deva, pensate a quali progetti vi apprestate a seminare per il nuovo anno.

SFORMATO DI ZUCCA






Tempo di Preparazione: 30 min.
Tempo di Cottura: 50 min. 

Ingredienti per  4 persone

- 1 kg di zucca
- 100 gr di parmigiano grattugiato
- 1 bicchiere di panna fresca
- 2 uova
- pan grattato q.b.
- una noce di burro
- sale
- pepe
- noce moscata

Preparazione:

1. Sbucciate la zucca, eliminate i semini, tagliatela a pezzetti regolari e cuocetela in forno preriscaldato a 200° per 20 min. Una volta cotta, frullate la polpa, incorporate le uova, il parmigiano, sale, pepe, panna e noce moscata. Amalgamate il composto.
2. Ungete uno stampo, cospargetelo di pan grattato e versatevi il composto di zucca; cospargete la superficie con qualche fiocchetto di burro e cuocete in forno preriscaldato a 180° per 30 min. circa



 

DITA DELLE STREGHE





•280 gr. di farina
•100 gr. di burro
•100 gr. di zucchero a velo
•1 Uovo
•1 cucchiaino di lievito in polvere
•1 bustina di vanillina
•Una ventina di mandorle già pelate
•Un pò di marmellata chiara (albicocca, pesca, arancia...)
•1 pizzico di sale

Preparazione: 

In una ciotola capiente ponete la farina, l’uovo, lo zucchero al velo, il burro tagliato a pezzetti ancora freddo,la vanillina il sale e il lievito;
impastate quindi gli ingredienti nella ciotola fino ad ottenere una palla,
poi continuate ad impastare su di una spianatoia fino a che l’impasto non risulti omogeneo e liscio. 
Ottenuto l’impasto per i biscotti, dividetelo in pezzetti del peso di circa 27-30 gr l’uno, fino ad una ventina di pezzetti. 
Con i palmi delle mani lavorate ogni pezzetto trasformandolo in un bastoncino della lunghezza di circa 10-12 cm;
sagomate quindi le nocche delle dita assottigliando la pasta appena prima e dopo ogni nocchia,
 rigatele poi leggermente con una forchettina o con un coltellino dalla lama liscia.
Sulla punta delle dita, mettete una mandorla spellata,
pressandola leggermente in modo che sembri un unghia e adagiate le dita delle streghe su di una teglia
precedentemente foderata con carta da forno, lasciando uno spazio di qualche centimetro tra l’una e l’altra.
Personalmente ho  delle piccole palline con la pasta mescolati al  cacao.
Le ho messe sulle punta delle dita lavondole fino ad avere un effetto unghia.
Se vi rimane della pasta chiara e scura potete formanre delle palline della grandezza di un occhio..l'effetto macabro è assicurato.



Infornate a 180° C in forno già riscaldato, per circa 20-25 minuti, dopodiché estraete le dita della strega e lasciatele raffreddare.

Ingredienti
6 uova
250 g burro
270 g zucchero
1 bustina di lievito per dolci in polvere
mezzo bicchiere scarso di latte
270 g farina di castagne

Preparazione
In una terrina sbattere i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una consistenza spumosa. Aggiungere a poco a poco la farina e il burro sciolto, alternandoli. Intiepidire il latte e versarvi la bustina di lievito mescolando rapidamente. Il lievito diventerà subito spumoso, quindi versarlo subito nel composto. in una diversa ciotola montare gli albumi a neve ben ferma. Integrarli nella miscela preparata precedentemente stando attenti a incorporarli delicatamente senza farli smontare, mescolando sempre dal basso verso l’altro.Portare il forno a 180 gradi.Versare il composto in una tortiera alla cui base avrete messo un foglio di carta da forno, per evitare che la torta non si attacchi al fondo.Infornare a 180 gradi per almeno 25 minuti, dopodichè abbassare la temperatura a 130-140 gradi e continuare a far cuocere la torta internamente almeno un’altra mezz’ora.Passati 20 minuti da quando si è abbassata la temperatura controllare inserendo uno stecchino nel punto più centrale della torta. Una volta cotta sfornare e lasciare intiepidire



DOLCE DELLE STREGHE




Ingredienti
6 uova
150 g burro
110 g di olio d’ oliva
170 g zucchero
100 g. di zucchero vanigliato
1 bustina di lievito per dolci in polvere
mezzo bicchiere scarso di latte
170 g farina di castagne
100 g di farina di frumento

Preparazione
In una terrina sbattere i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una consistenza spumosa. Aggiungere a poco a poco le farine e il burro sciolto, l’ olio, alternandoli.
Intiepidire il latte e versarvi la bustina di lievito mescolando rapidamente.
Il lievito diventerà subito spumoso, quindi versarlo subito nel composto. in una diversa ciotola montare gli albumi a neve ben ferma.
Integrarli nella miscela preparata precedentemente stando attenti a incorporarli delicatamente senza farli smontare, mescolando sempre dal basso verso l’alto.
Preparare precedentemente il forno portandolo ad una temperatura di 180 gradi.
Versare il composto in una tortiera alla cui base avrete messo un foglio di carta da forno, per evitare che la torta non si attacchi al fondo.
Infornare a 180 gradi per almeno 30 minuti,
Controllare la cottura del dolce inserendo  uno stecchino nel punto più centrale della torta.
Una volta cotta sfornare e lasciare freddare.

Preparare la crema per farcire:

Mescolare 1 confezione di mascarpone con 2 rossi d’ uovo, 2 cucchiai di zucchero vanigliato, un arancio grattugiato e mezzo arancio spremuto.
Montare gli ingredienti fino a che diventano crema.

Tagliare in due il dolce, bagnando prima la metà  usata come base con il restante  succo d’arancia, caffè nero e acqua a gradimento.
Spalmare la base con la crema e appoggiare sopra l’ altra metà del dolce.

Bagnare anche questa come avete fatto con la base e rivestirla con panna montata insieme ad alcune gocce di anice e cacao quanto basta per scurire leggermente la panna.

Preparate la ragnatela

Fate un cerchio del diametro della grandezza del dolce, su un foglio di carta forno oliata.
Disegnate all’interno una bella ragnatela e su un altro pezzo di carta forno disegnate un bel ragnetto. Mettete i fogli su una placca da forno. Fate fondere le pepite di cioccolato a bagnomaria o nel microonde, versate il cioccolato fuso in una tasca da pasticcere e ripassate i disegni fatti prima con un filo di cioccolato; poi mettete in freezer ad indurire (circa 1 ora).
Decorate il dolce con la ragnatele e con il ragnetto.
LEGGI QUI' UN ALTRA RICETTA DOLCE


E PER FINIRE LA FRUTTA:
IL MELOGRANO


Il frutto del melograno rappresenta l’energia vitale. Il succo di colore rosso evoca il sangue e costituisce il simbolo della vitalità dell’energia. Nell’antico Egitto il succo della melagrana insieme alla birra, crea la bevanda magica che salva l’umanità dalla distruzione. I suoi valori di fecondità e di fertilità si ritrovano anche nell’islam.

Il nome deriva dal latino malum punicum, cioè melo fenicio, perchè Plinio, ritenendola di origine nord africana per errore, la chiamava così. Di origine indiana è la credenza che il succo di questo frutto combatta la sterilità. Nella mistica cristiana questo simbolismo si arricchisce di significato spirituale, fino a considerare il frutto, e i suoi semi, espressione della perfezione divina. L'alberello, detto botanicamente Punica granatum proviene in realtà dall'India ma fin dall'antichità si era diffusa in Asia Minore e successivamnet enei paesi Mediterranei. Secondo un mito greco questa pianta nacque dal sangue di Dioniso. Side è un altro nome del melograno che ricorda la fanciulla con questo nome, sposa di Orione, che la gettò nell'Ade perchè aveva sfidato Era ad una gara di bellezza. I miti in cui compare il Melograno sono molti altri ed in ogni caso viene proposto il ciclo di morte-sacrificio, da cui nasce la vita. Anche nell'Antico testamento il frutto del melograno ha simboleggiato la femminilità
arte: Il significato che viene attribuito alla Punica granatum, si può tradurre in amore ardente. La melagrana è simbolo di Fertilità ma anche di morte. Questo frutto è stato rappresentato in moltissime occasioni ed epoche, sia nelle sculture che nei dipinti. Un esempio celebre è la "madonna del granato" del Carpaccio, che tiene il frutto nella mano destra come fosse uno scettro. Nell'iconografia medioevale e rinascimentale è proprio Gesù bambino a reggere il frutto.
in giro per il mondo: E'usanza per le spose turche scagliare un suo frutto per terra ed il numero di chicchi uscito dal frutto indicherà il numero di figli che partoriranno. In Dalmazia invece lo sposo trasferisce dal giardino del suocero al suo una pianta di melograno

"Fecondità, abbondanza, regalità sono gli attributi delle Grandi Madri ed infatti sono molte le rappresentazioni in cui la melagrana viene abbinata a queste figure rappresentative.

In provincia di Salerno, a Capaccio Vecchio, in un santuario mariano, si venera una Vergine col Bambino Gesù che tiene nella mano destra una melagrana come fosse uno scettro: è la Madonna del Granato.
Nel museo di Paestum si può ammirare una statua arcaica, probabilmente del VII secolo a.C. che raffigura la dea Era con un bambino in braccio e nella mano destra il frutto del melograno. Anche Pausania, nel 300 a.C. aveva descritto una statua di Era in Argo, maestosa nel suo trono, che portava in una mano il frutto e nell’altra lo scettro.
Ma anche altre dee, Atena, Afrodite, Persefone furono ritratte con questo simbolo vegetale che alludeva a fecondità e regalità. Simbolo che poi fu attribuito alla Madonna. Famosa, fra le altre, la Madonna della melagrana del Botticelli.
Numerosi sono anche i miti in cui compare la melagrana, in particolare quello riferito a Persefone. Narra il mito che la dea, figlia di Zeus e Demetra stava passeggiando nei prati fioriti quando venne rapita da Ade, il dio degli inferi, che la portò con sé nonostante ella piangesse e si disperasse.
Il rapimento fu possibile per il tacito assenso di Zeus, ma quando Demetra lo venne a sapere, si adirò talmente tanto che impedì ai frutti della terra di maturare. Zeus preoccupato per la sorte degli uomini fu costretto chiedere a Ade di liberare Persefone.
Il dio degli inferi acconsentì alla richiesta di Zeus e liberò Persefone ma, prima di lasciarla andare, volle che assaggiasse il seme del melograno, dolce come il miele.
Quando Demetra potè finalmente riabbracciare la figlia, fu subito assalita da un presentimento e chiese alla figlia se per caso non avesse mangiato qualche cibo finchè si trovava nell’Ade, perché se l’avesse fatto, il suo destino era di ritornare ogni anno per almeno una stagione in quel luogo tenebroso. Purtroppo era così e la dea, da quel momento, dovette trascorrere una parte dell’anno presso il regno degli inferi.
In questo mito la melagrana ha la funzione di costringere la Grande Madre, espressione della Natura, a scendere periodicamente negli inferi, a morire nella stagione invernale per poi risorgere a nuova vita in Primavera.
La melagrana diventa così il simbolo del rinnovarsi del cosmo, della sua perenne rigenerazione nel ciclo eterno di vita-morte-vita.
Nella simbologia massonica d'altra parte, i chicchi del melograno contenuti nella loro polpa gelatinosa simbolizzano i fratelli massoni uniti fra di loro nell'ideale comune.E ancora poiché la radice del melograno è tossica, il melograno ci dice che i massoni nati da un mondo malvagio nella sua essenza, si elevano a uno stato di eccelsa bontà.
I chicchi delle melagrane possono essere consumati così, come escono dal frutto.
Ogni chicco può essere mangiato in contemplazione del proprio cosmo interiore.
Pensare a quanti semi si è saputo raccogliere durante l'anno e quali semi si potranno utilizzare nell'inverno durante la stagione che porta all'introspezione fino alla rinascita con la primavera.
I chicchi possono anche  essere spremuti (anche con uno schiaccia patate) e diventare un’ottima bibita dissetante – detta “granatina” – ricca di tannino.



Vi Auguro di trascorrere un intensa, serena Notte Di Halloween.


DOLCETTO O SCHERZETTO?











By ♥ LuisLuce





Il mito di HALLOWEEN ha ormai messo radici anche in Italia

Il magazine Daily Star arriva addirittura a confermare che tutta questa messa in scena è dovuta al grande desiderio di avere finalmente potere in un rapporto, soprattutto in camera da letto.


di LORD BRUMMELL


Il mito di HALLOWEEN ha ormai messo radici anche in Italia
Il mito di HALLOWEEN ha ormai messo radici anche in Italia, e quest’anno sembra interessare ancora di più, viste le migliaia di prenotazioni in locali di tendenza.

I negozi di gadgets e costumi sono in attesa degli ultimi assalti, e molti esperti di life-style affermano con certezza che la scelta del costume di Halloween può rivelare il lato impertinente di chi lo indosserà il 31 ottobre.
Il magazine Daily Star arriva addirittura a confermare che tutta questa messa in scena è dovuta al grande desiderio di avere finalmente potere in un rapporto, soprattutto in camera da letto.


Nonostante la tradizionale 'bruttezza' del costume da strega, con la sua immancabile scopa, le verruche, i peli e il naso ricurvo, di solito questo ensemble si identifica in un segno di fiducia interna
confinante con una smodata vanità.


La deformità che appare esternamente vuol ricordare alle persone che osservano quanto, invece, sia originale nella sua oscenità quel costume: più è repellente, maggiore successo si ottiene.

È molto probabile che il set da diavolo, con la maschera che guarda sinistramente, sia un messaggio di qualcuno con un profondo senso fanciullesco dell’humor, che cerca di far capire la sua non responsabilità di tale atteggiamento, perché insita in lui.










Il costume da vampiro rappresenta per chi lo indossa, come ormai visto e rivisto nei sequel televisivi e cinematografici, l’ultimo vero e incontrastato seduttore, capace col solo sguardo di ammaliare nugoli di fanciulle, magari morsicandole sul collo in un comodo divano-letto. In pratica, coloro che si trasformano in Nosferatu sanno che possono sfruttare al meglio il carisma di bello e indemoniato.












Il travestimento da scream è la vera e propria anima della festa, un vero e proprio cult, sebbene il più delle volte la maschera venga fatta cadere per dedicarsi alla ricerca della preda da stanare.








 


Lo zombie è una garanzia per ottenere il maggior numero di urla dagli altri partecipanti alla festa. L’Idea di seduzione, del non morto, potrebbe coinvolgere tecniche lente ma costanti, ma uno zombie non si arrende mai e la persistenza molto spesso paga.















Il costume da scheletro suggerisce una personalità competitiva e scaltra, un vero e proprio pensatore strategico. Un veloce-oratore che punta prontamente alla camera da letto badando sulla quantità piuttosto che sulla qualità.














Il gatto nero è sinonimo di sensualità, nonché di pignoleria e pretenziosità, questa persona è un flirtatore seriale . Un gatto nero ha livelli molto elevati di fiducia e di autostima e sa come portare qualsiasi situazione a suo vantaggio.









La zucca invece è generosa e affettuosa, coloro che la indossano tenderanno per tutta la festa a fare da spalla senza mai prendere il centro della scena. Essa è amorevole, sexy e fedele come un amante.











Il costume da fantasma mostra una personalità tagliente ed emotivamente profonda. Il sesso è più lussuria che romanticismo, e l’indossatore potrebbe anche sembrare un po’ freddo e distante finché non sente di potersi fidare degli invitati. Eccentrico e spontaneo, nel senso che può apparire in un attimo un irresistibile selvaggio e, subito dopo, timido e rispettoso.









Il lupo mannaro è il mostro più cool del momento, grazie ai film e alla TV – e presenta una persona con un fisico perfetto e una tecnica di seduzione che lascerà senza fiato gli altri. Un po’ oscuro, subdolo e pericoloso, ma anche con un innato senso eroico, è molto spesso ammirato, soprattutto perché sempre alla ricerca di qualcuno che riesca a domarlo.










Vestirsi con un costume da spiderman è il modo più facile di esternare una vera e propria paura di fondo, fobia verso le altre persone, mostrando un lato davvero oscuro assieme ad una furba tranquillità, il tutto cosparso da tanta grinta. Spiderman odia giocare secondo le regole, rendendole innovative e creative, come certi aracnoidi che mirano a tessere una ragnatela di seduzione, da cui la loro preda non potrà mai sfuggire.













Il travestimento da morte, con falce inclusa, denota che il proprio bicchiere è sempre mezzo vuoto, e un forte pessimismo quando si tratta di attrazione e sesso, ma che potrebbe significare potenziali conoscenze, durante il party, con compagni nuovi. Questo costume cerca di attirare, in momenti di relax, l’attenzione su se stesso.







La mummia egiziana, denota una persona un tantino cattivella e viziosa in camera da letto. L’impotenza dovuta all’arcaico bendaggio invoglia la ricerca di un partner dominante. C’è una mortale disperazione al momento dell’uscita dalle bende: “Piacerò o era meglio prima!?”








Articolo Tratto da: TOTALITA'