Trai vantaggio dai consigli che un saggio mette egli stesso in pratica (Hazrat Ali)

Trai vantaggio dai consigli che un saggio mette egli stesso in pratica (Hazrat Ali) Il prezzo della conoscenza è la responsabilità di condividere (Anonimo)

lunedì 29 novembre 2010

WIKILEAKS? CHI PERCHE' E PER COSA !!!!

Dietro a Wikileaks ci sono i servizi segreti – intervista a Il Giornale

Dietro a Wikileaks ci sono i servizi segreti – intervista a Il Giornale
Intervista a Il Giornale di lunedì 29 novembre 2010:
Fabio Ghioni, 46 anni, è l’hacker più famoso d’Italia. Ex mente informatica del Tiger team, che proteggeva la rete della Telecom, poi scivolato in grane giudiziarie. Di pirateria e giochi sporchi dietro le quinte se ne intende. Ghioni ha messo in piedi «Hacker republic», una specie di contraltare a Wikileaks. Una comunità su internet di novmila membri, che vorrebbe diventare movimento di opinione.
Assange e Wikileaks fanno tutti da soli o c’è qualcuno dietro?
«Non scherziamo. È impossibile che facciano tutto da soli, come paladini della trasparenza. Basta dare un’occhiata alla mole di documenti raccolti e resi pubblici. Stiamo parlando di intere banche dati. Dietro a tutto c’è qualcuno interessato a fare uscire queste informazioni in maniera chirurgica e a senso unico».

Cosa intende dire?
«Quando solo pochi conoscevano Wikileaks, ricordo che Assange boccheggiava e non riusciva a pagare neppure le bollette del sito. Poi sono esplosi. Qualche servizio segreto deve essersi reso conto della potenzialità di uno strumento del genere per campagne di disinformazione e propaganda mirata. Questo non significa che i documenti rivelati siano falsi. Finora, però, sono usati a senso unico, contro l’Occidente. Una specie di schema stile “divide et impera” per seminare divisioni nei rapporti fra alleati. Mi sembra una tattica fin troppo chiara e mirata, che ha poco a che fare con la trasparenza».

Quali sarebbero i servizi segreti coinvolti?
«Esistono organizzazioni cybercriminali come Russian business network, che secondo documenti americani è collegata all’Fsb, intelligence russa. Non escludo neppure che ci sia lo zampino di qualche struttura occidentale. È significativo che Wikileaks non abbia mai pubblicato documenti della Cia, ma solo del Pentagono e del Dipartimento di Stato, per ora. Non penso che Pechino e Teheran passino informazioni ad Assange. Però è plausibile che un colosso come la Cina finanzi Wikileaks, senza farlo sapere, trattandosi di uno strumento che sta provocando caos nel cuore dell’Occidente».

È stato arrestato un militare dell’intelligence Usa come gola profonda di Assange. Può essere che ci sia solo lui?
«È impossibile, inverosimile. Probabilmente ci sarà più di qualcuno al Pentagono o al Dipartimento di Stato Usa, che ha passato documenti e informazioni pensando di migliorare il mondo con la denuncia di qualche magagna occidentale. Penso che le fonti idealiste di Wikileaks siano il 5%, ma non può essere il singolo a passare banche dati intere».

Costa molto una struttura come Wikileaks?
«Il costo è elevato e si potrebbe aggirare su milioni di euro. La storia delle donazioni è ridicola. Che il sito renda pubblici i bilanci e poi faremo i conti. Assange è sempre in viaggio e non bastano i punti Mille miglia. Da dove arrivano i soldi?».

Il fondatore di Wikilekas continua a presentarsi come paladino della trasparenza. Cosa ne pensa?
«Non metto in dubbio che abbia iniziato spinto da gradi ideali, che condivido, ma poi la faccenda gli ha preso la mano. Il sito stava per chiudere per mancanza di fondi, poi è resuscitato. Mi piacerebbe credere che questa storia derivi da cittadini paladini delle libertà, ma purtroppo non è così».
Da l Blog Di Fabio Ghioni







Pubblicati i file riservati di Wikileaks. All'Italia si accusa i rapporti con la Russia: "Lucrosi contratti nel campo energetico". Un file pure su Frattini: "Frustrato dal doppio gioco della Turchia". Nel 2009 Ban Ki-Moon fatto spiare dal Dipartimento di Stato Usa. Sull'Arabia Saudita: "Voleva attaccare l'Iran". Su Erdogan: "Tendenze islamiste". Putin definito "alpha dog". Guantanamo, soldi agli Stati che accettano i detenuti


Roma - Oltre 250mila documenti top secret. E' il mondo visto con gli occhi degli Stati Uniti quello svelato da Wikileaks e ribattuto dalla rete sui principali siti di tutto il mondo. Nelle parole del ministro degli Esteri Franco Frattini la gravità del momento: "E' l’11 settembre della diplomazia mondiale perché faranno saltare tutti i rapporti di fiducia tra gli Stati". Le rivelazioni non escludono nessuno. Ce n'è per tutti. Dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ("sembra il portavoce di Putin") al presidente francese Nicholas Sarkozy ("imperatore senza vestiti"), dal colonnello Muammar Gheddafi ("procaci biondine come infermiere") al presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad paragonato a Hitler. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, secondo quanto si è appreso da fonti autorevoli, quando gli è stato riferito il contenuto delle rivelazioni sull'Italia, si è fatto una risata.

I SEGRETI DELLA DIPLOMAZIA USA

ITALIA - Secondo quanto riportato dal New York Times, le accuse mosse al governo italiano dall'America sarebbero legate ai buoni rapporti che intercorrono tra Mosca e Roma. Diplomatici americani riportano nel 2009 come i loro contatti italiani descrivano il rapporto fra Berlusconi e Putin come "straordinariamente stretto". Un rapporto fra i due che include anche "generosi regali", lucrosi contratti nel campo energetico e "un oscuro intermediario italiano che parla russo". Nei documenti si legge anche che Berlusconi "sembra sempre di più il portavoce di Putin" in Europa. El Pais, invece, ha messo in rete parte dei file confidenziali in cui si parla anche delle "feste selvagge" del premier: è un leader "fisicamente e politicamente debole" le cui "frequenti lunghe nottate e l’inclinazione ai party significano che non si riposa a sufficienza".

ONU - Il Dipartimento di Stato Usa nel luglio 2009 ordinò di spiare i vertici delle Nazioni Unite, compresi il segretario generale, Ban Ki-moon, e i rappresentanti in Consiglio di sicurezza di Cina, Russia, Francia e Gran Bretagna. La direttiva "classificata" fu spedita a 30 ambasciate a nome della segretaria di stato, Hillary Clinton, e chiedeva la raccolta di dati personali su questi e numerosi altri dirigenti e anche sottosegretari, consiglieri e collaboratori, comprese le password usate, le chiavi in codice usate per comunicare e anche i dati biometrici. "Informazioni - scrive il Guardian - che sembrano sfumare il confine fra diplomazia e spionaggio".

IRAN - Da Le Monde il focus sui rapporti tra gli Stati Uniti e l'Iran. Nel mirino dell'amministrazione americana il dossier nucleare. In alcune dichiarazioni raccolte a Parigi da diplomatici che parlano con un iraniano che lavora a Teheran per un’organizzazione internazionale, l’Iran viene descritto come "una totale dittatura". I documenti rivelano anche un tentativo di assassinare, nel gennaio 2010, "un presentatore televisivo irano-americano" che vive a Londra protetto dai servizi inglesi. Un agente iraniano avrebbe "tentato di reclutare in California un killer per assassinarlo".

GUERRA CON L'IRAN - In un dispaccio rivelato dal Der Spiegel si parla di colloqui confidenziali di funzionari Usa con il principe ereditario di Abu Dhabi, Mohammed Bin Zayed in cui secondo il principe "una rapida guerra convenzionale con l’Iran sarebbe meglio delle conseguenze a lungo termine di un conflitto nucleare". Secondo il generale americano David Patraeus l’Iran sarebbe per gli Stati Uniti "il migliore strumento di reclutamento", mentre "il numero di alleanze e di accordi per un sostegno militare tra Usa e partner arabi nel Golfo è considerevolmente aumentato".

LIBIA - Fra le note filtrate dagli armadi riservati della diplomazia americana, fra "le più delicate" El Pais cita questa sera quelle sul leader libico Muammar Gheddafi. Nei suoi messaggi l’ambasciatore americano a Tripoli "racconta che Gheddafi usa il botox ed è un vero ipocondriaco, che fa filmare tutti i suoi controlli medici per analizzarli dopo con i suoi dottori". Secondo i rapporti inviati dalla diplomazia americana a Washington, il leader libico è visto "raramente" senza la compagnia di Galyna Kolotnytska, la "sua infermiera ucraina", descritta come una "bionda voluttuosa". Senza la sua presenza "Gheddafi non si sente a suo agio".

TURCHIA - Secondo quanto pubblicato dallo Spiegel nei documenti di Wikileaks gli Usa mettono in evidenza che il primo ministro turco Erdogan costituisce una minaccia islamica perché sarebbe in particolare sotto l’influenza del suo ministro degli Esteri Ahmet Davutoglu. Secondo i diplomatici americani Davutoglu sarebbe "particolarmente pericoloso" per le influenze fondamentaliste da lui esercitate su Erdogan. Un consigliere del partito turco al governo Akp dichiara ironicamente in un documento americano "vogliamo riprenderci l’Andalusia e vendicarci della disfatta dell’assedio di Vienna nel 1683". Erdogan avrebbe sistemato in posizioni di comando banchieri islamici e si informerebbe esclusivamente attraverso giornali vicini al fondamentalismo. Nel documento è scritto che "il capo del governo turco è circondato da una cerchia di ferro di consulenti sottomessi (ma presuntuosi)" e si considera "il tribuno popolare dell’Anatolia".

COREA - Immaginando un eventuale collasso della Corea del Nord, i funzionari americani e sudcoreani hanno discusso della prospettiva di una Corea unificata, nel caso i problemi economici e la transizione politica del Nord avessero portato all’implosione del paese. I sudcoreani avevano anche preso in considerazione incentivi commerciali alla Cina. A rivelarlo è stato l’ambasciatore americano a Seoul, Kathleen Stephens. A febbraio aveva riferito a Washington che i funzionari sudcoreani ritenevano che "i giusti accordi commerciali avrebbero mitigato la preoccupazione cinese" di vivere con una Corea riunificata "alleata" degli Stati Uniti.


RUSSIA - Il presidente russo Dmitri Medvedev "fa la parte di Robin rispetto al Batman di Putin", nonostante sia di rango maggiore. Vladimir Putin definito "alpha dog", il maschio dominante: è una delle colorite espressioni contenute dei cablogrammi del Dipartimento di Stato. Il presidente russo è uno dei leader mondiali che vengono etichettati senza peli sulla lingua dai diplomatici di Washington: il presidente afghano Hamid Karzai è "ispirato dalla paranoia" mentre il cancelliere tedesco Angela Merkel "evita i rischi ed è raramente creativa". Le definizioni sono state raccolte dal Guardian, uno dei giornali a cui Wikileaks ha passato la mole di documenti diplomatici.
La Russia "é virtualmente uno Stato della mafia". Così i diplomatici americani secondo i documenti di Wikileaks riportati dai siti di alcuni quotidiani Usa. La Russia e le sue agenzie usano i boss della mafia per effettuare le loro operazioni, la relazione è così stretta che il Paese è divenuto "virtualmente uno stato della mafia".

CINA - Il Politburo di Pechino guidò l’intrusione nei sistemi informatici di Google in Cina. Un contatto cinese informò l’ambasciata americana a gennaio. L’attacco informatico era parte di una campagna coordinata da figure del governo ed eseguita da esperti pirati reclutati dal governo cinese. Gli stessi entrarono, a partire dal 2002, nei sistemi informatici del governo americano e di alcuni alleati occidentali, in quelli dei Dalai Lama e di aziende americane.

I detenuti di Guantanamo - Dopo le numerose polemiche riguardanti Guantanamo, i diplomatici americani fecero pressioni su alcuni paesi stranieri perché accettassero alcuni dei detenuti del carcere. Alla Slovenia fu detto che se voleva incontrare il presidente degli Stati Uniti Barack Obama avrebbe dovuto accettare un prigioniero, mentre all’isola di Kiribati furono offerti incentivi del valore di milioni di dollari per accettare un gruppo di detenuti. È quanto si legge in alcuni documenti trasmessi a Washington dai diplomatici americani. Gli Stati Uniti suggerirono inoltre che accettare più detenuti sarebbe stato "un modo low cost per il Belgio di emergere in Europa".

Un file pure su Frattini - Il ministro degli Esteri Franco Frattini "ha espresso particolare frustrazione per il doppio gioco di espansione verso l’Europa e l’Iran da parte della Turchia". E' quanto rivela un telegramma - pubblicato da Wikileaks e classificato come segreto - inviato a Washington dall’ambasciata americana a Roma lo scorso 8 febbraio, in seguito a un incontro tenutosi tra il titolare della Farnesina e il segretario della Difesa degli Stati Uniti Robert Gates. La "sfida, secondo Frattini, è portare la Cina al tavolo" dei colloqui sulla questione iraniana. Cina e India, secondo Frattini sono "Paesi critici per adottare misure che potrebbero influenzare il governo iraniano senza ferire la popolazione". Il ministro "ha anche proposto di inserire Arabia Saudita, Turchia, Brasile, Venezuela e Egitto nelle conversazioni". Frattini "ha anche proposto un incontro informale tra i Paesi del Medio Oriente" per "consultarsi sulla questione iraniana". E "il segretario di Stato Clinton è d’accordo".

Il fratello di Karzai - Con Ahmed Wali Karzai, il fratellastro del presidente afgano, "dobbiamo avere a che fare in quanto numero uno del Provincial Council ma è sottointeso che è uno corrotto e un trafficante di stupefacenti". Questa la descrizione di Ahmed Wali Karzai fornita dai diplomatici americani, riporta il New York Times citando i documenti di Wikileaks. "Sembra non capire il livello di conoscenza che abbiamo delle sue attività. Dobbiamo monitoralo attentamente e in modo chiaro, inviandogli un messaggio chiaro".
E ancora. Quando il vicepresidente afghano Ahmed Zia Massoud lo scorso anno visitò gli Emirati Arabi Uniti, le autorità locali, in accordo con gli agenti americani della Dea (Drug Enforcement Administration), scoprirono che l'uomo portava con sé 52 milioni di dollari in contanti. Un successivo e ironico telegramma dell'ambasciata americana di Kabul definì il denaro "una somma significativa", precisando che Massoud poteva portarlo senza rivelarne né l'origine, né la destinazione. Il dirigente afghano ha sempre negato di aver portato denaro al di fuori dell'Aghanistan.

I 5 punti anti Iran del Mossad - Una politica in cinque punti concepita per bloccare le ambizioni nucleari dell’Iran fu enunciata nel 2007 dal capo del Mossad Meir Dagan. In un incontro con il sottosegretario di Stato Nick Burns Dagan delineò i cinque "pilastri" della visione israeliana: un approccio politico, mediante il deferimento dell’Iran al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; misure segrete, sulle quali il documento non fornisce altri dettagli; "contro-proliferazione" ossia lo sforzo di impedire il trasferimento all’Iran del know-how e delle tecnologie nucleari; il ricorso a sanzioni economiche; cercare di fomentare in Iran un cambiamento di regime.

Nucleare, azioni contro il Pakistan - Gli Stati Uniti fin dal 2007 hanno messo in atto un "considerevole sforzo segreto" per rimuovere dal Pakistan un reattore nucleare a uranio arricchito, nella convinzione che il Paese asiatico utilizzi il suo materiale nucleare per traffici illeciti. E' una delle rivelazioni di Wikileaks riportate dal New York Times. Il quotidiano precisa che nel maggio del 2009 l'ambasciatrice Anne W. Patterson riferì a Washington che il Pakistan si rifiutava in modo sistematico di concedere a esperti americani di visitare i suoi impianti nucleari. La ragione del rifiuto, per usare le parole di un dirigente pachistano che ha litigato con l'ambasciatrice americana, sta nel fatto che se i giornali locali fossero mai venuti a conoscenza della rimozione del reattore, "certamente - ha detto il diplomatico - il titolo sarebbe stato: 'Gli Usa si prendono le armi nucleari del Pakistan'".

Critiche anche ai reali britannici  - Ci sono anche apprezzamenti poco lusinghieri nei confronti della famiglia reale e del governo britannico nei dispacci del Dipartimento di stato americano. Lo ha detto alla BBC Simon Hoggart, uno dei giornalisti del quotidiano Guardian che hanno lavorato alla massa di documenti messi a disposizione dei media dal sito di Julian Assange. In un dispaccio, che il Guardian metterà online nelle prossime ore, si afferma che almeno un esponente della famiglia reale britannica (si tratterebbe del principe Andrea) ha agito a volte in modo inopportuno. Altri documenti indicano che l'attuale premier, il conservatore David Cameron, non gode di grande considerazione alla Casa Bianca. Nemmeno il suo predecessore, il laburista Gordon Brown, tuttavia, era amato dagli americani. Secondo la BBC, dai dispacci che verranno pubblicati nelle prossime ore emergeranno anche "feroci critiche" all'operato della Gran Bretagna in Afghanistan.

E ad altri leader - Il dittatore della Corea del Nord, Kim Jong-il, è "un vecchio tizio flaccido che ha sofferto di traumi fisici e psicologici in seguito al suo ictus". Lo riporta il Guardian online. E nello Yemen, base di al Qaida nella penisola arabica, il presidente Ali Abdullah Saleh "é stato sprezzante, annoiato e impaziente" nell'incontro con John Brennan, il vice-consigliere per la sicurezza nazionale. Robert Mugabe, presidente dello Zimbabwe, è definito "il vecchio pazzo" da Maite Nkoana-Mashabane, ministro sudafricano per la cooperazione internazionale. Mentre il premier israeliano Benjamin Netanyahu è "elegante e affascinante" ma non mantiene mai le sue promesse, secondo un dispaccio dal Cairo che che riporta l'incontro con il presidente egiziano Mubarak.

Coinvolte 274 sedi diplomatiche Usa - I file che Wikileaks ha iniziato a pubblicare online, coinvolgono 274 ambasciate, consolati e missioni diplomatiche americane in tutto il mondo. Lo rende noto Wikileaks sulla home page del sito. In totale i documenti sono 251.287 e includono 261.276.536 parole, un numero sette volte maggiore di quello dei file pubblicati sulla guerra in Iraq. Il periodo di tempo preso in considerazione va dal 28 dicembre 1966 al 28 febbraio 2010. Dei 'cable' - telegrammi - svelati da Wikileaks, 15.652 sono classificati segreti, 101.748 come confidenziali mentre 133.887 non sono classificati. E' l'Iraq - si legge nel sito - lo Stato di cui si discute con più frequenza, essendo citato in 15.365 documenti diplomatici. Sono poi 8.017 i telegrammi provenienti dal Dipartimento di Stato mentre l'ambasciata da cui è stato inviato il maggior numero di documenti è quella ad Ankara, in Turchia.
Tratto Da Il Giornale

Quanto è profonda la "tana" di WikiLeaks?






Wikileaks, La Russa: notizie "non stravolgenti"

All'indomani della diffusione da parte del sito WikiLeaks di migliaia di documenti riservati americani che offrono visioni senza censure di molti leader stranieri, tra cui il premier Silvio Berlusconi, il ministro della Difesa Ignazio La Russa dice di non essere particolarmente preoccupato e che le notizie uscite "non sembrano stravolgenti".

Tra i documenti diffusi ieri da WikiLeaks, ce ne sono alcuni che riguardano Berlusconi che viene dipinto come "vanitoso, inutile e incapace" e protagonista di "feste selvagge", come riferito oggi da molti quotidiani che sottolineano anche come dai file di WikiLeaks emerga una stretta amicizia tra il premier e l'omologo russo Vladimir Putin.
"Ci sono ancora tantissime notizie non note, ma quelle uscite non mi sembrano stravolgenti", ha detto oggi La Russa in un'intervista al Corriere della Sera aggiungendo di "non (essere) particolarmente preoccupato".
"Si tratta di informazioni che dovevano rimanere riservate, probabilmente sono frutto di un'azione illegale, e, con mia sorpresa, sembrano uscire da giornaletti specializzati nei gossip", ha detto ancora La Russa.
"O per questa natura scadente o perché sono frutto di informazioni destinate a essere riservate credo che non dovremo annettere a questa fuga un'eccessiva importanza", ha aggiunto...

"I diplomatici dovranno, cioè, essere più attenti più riflessivi e anche più prudenti nei loro rapporti".

Fonte: Yahoo 


Perché i “politici”, ossia un pezzo della “Casta”, parlano di certe pubblicazioni di documenti riservati, con tanta preoccupazione? 

Analizziamo la frase di La Russa:

"Ci sono ancora tantissime notizie non note, ma quelle uscite non mi sembrano stravolgenti", ha detto oggi La Russa in un'intervista al Corriere della Sera aggiungendo di "non essere particolarmente preoccupato".

Perché dovrebbe essere preoccupato? Per quale motivo? Ha qualcosa da nascondere? Basta analizzare certe “battute” per osservare il frattale del “come stanno le cose”. È un po’ come la campagna presidenziale USA. Alla sua conclusione gli americani, ed il mondo intero, sanno che i due candidati in lizza per divenire il "Presidente", sono degli immondi personaggi. Ciò che viene alla “luce”, in una vera  e propria guerra di investigazioni parallele, è solo ed esclusivamente stomachevole. E uno dei due diventa il “Capo dello Stato”. Solitamente si punta l’attenzione al fatto che il “perdente”, negli USA, è solito stringere la mano del “vincente”, come ad accettare il termine di un match lealmente disputato. In realtà quella stretta di mano non è altro che il frattale dell’Unità insita nell’Antisistema, il quale peraltro rappresenta l’Unione dell’Uno ad un minore livello

I “due” recitano la loro parte e sottintendono ad un unico piano di Controllo oltre al Tempo.

Perché tanta preoccupazione nel mondo politico & Co. per queste rivelazioni? 

Se io avessi la coscienza pulita, di cosa dovrei preoccuparmi? Di nulla! Allora l’arma di difesa/offesa diventa l’artiglio della menzogna: WikiLeaks dice il falso!

Ora. Occorre capire se questa “organizzazione” anonima e segreta, lo è per davvero, ossia se fa parte di un movimento “nuovo” oppure se è ancora una “costola” dell’Antisistema

Vediamo innanzitutto cosa è WikiLeaks:

“WikiLeaks (da leak, "perdita", "fuga [di notizie]" in inglese) è un'organizzazione internazionale che riceve in modo anonimo, grazie a una "drop box" protetta da un potente sistema di criptaggio, documenti coperti da segreto e poi li mette in rete sul proprio sito web. WikiLeaks riceve, in genere, documenti di carattere governativo o aziendale da fonti coperte dall'anonimato. L'organizzazione si occupa di verificare l'autenticità del materiale e poi lo pubblica tramite i propri server dislocati in Belgio e Svezia (due Paesi con leggi che proteggono tale attività), preservando l'anonimato degli informatori e di tutti coloro che sono implicati nella "fuga di notizie".
Nonostante il prefisso, il progetto non è un wiki e non ha alcun legame con Wikimedia Foundation, l'organizzazione senza fini di lucro che possiede i server di Wikipedia.
WikiLeaks vuole essere "una versione irrintracciabile di Wikipedia che consenta la pubblicazione e l'analisi di massa di documentazione riservata". Lo scopo ultimo è quello della trasparenza da parte dei governi quale garanzia di giustizia, di etica, di una più forte democrazia.
Il sito è curato da giornalisti, attivisti, dissidenti del governo cinese, scienziati. Comunque i cittadini di ogni parte del mondo possono e sono invitati ad inviare materiale "che porti alla luce comportamenti non etici di governi e aziende".
Gran parte dello staff del sito, come gli stessi fondatori del progetto, rimangono anonimi.
L'esistenza del progetto rimase un segreto fino al gennaio 2007, quando il curatore (editor) di Secrecy News, Steven Aftergood, rivelò di aver ricevuto la richiesta di farvi parte in veste di consulente.
Julian Assange, un membro della direzione di WikiLeaks, affermò che il piano originale prevedeva il lancio del sito web per marzo 2007 ma che WikiLeaks si trovò impreparato a causa del risalto mediatico scaturito dalla rivelazione anticipata del progetto. Le ricerche su Google relative a WikiLeaks passarono da 8 ad oltre un milione nel giro di due settimane.
WikiLeaks aveva pubblicato il suo primo documento nel dicembre 2006. Trattava di un complotto per assassinare i membri del governo somalo, ed era firmato dallo sceicco Hassan Dahir Aweys. Il New Yorker scrisse: «Julian Assange ed i suoi collaboratori erano incerti sull’autenticità del documento, ma pensarono che i lettori, utilizzando le funzioni del sito simili a Wikipedia, avrebbero aiutato ad analizzarlo. Lo pubblicarono affiancandogli un lungo commento in cui chiedevano: "È un manifesto audace scritto da un militante islamico con collegamenti a Bin Laden? O è una velina proveniente dai servizi segreti americani, volta a screditare l'Unione, rompere l’alleanza somala e manipolare la Cina?"». Il giornale concludeva: «l'autenticità del documento non è mai stata accertata».
Lo staff afferma di avere in preparazione per la pubblicazione oltre 1.200.000 documenti riservati. Nella seconda metà del 2007 è stata pubblicata una cospicua documentazione, anche di grosso impatto per i media; si va da materiale sull'equipaggiamento militare nella guerra in Afghanistan fino a rivelazioni sulla corruzione in Kenya.
La gestione del campo di Guantánamo è uno dei casi più celebri venuti alla conoscenza del grande pubblico grazie a WikiLeaks.
Nel 2008 il sito web è stato chiuso per decisione di un tribunale californiano dietro le pressioni della banca svizzera Julius Bär, ritenutasi diffamata da documenti che l'accusavano di supportare l’evasione fiscale e il riciclaggio di denaro sporco. Il 29 febbraio 2008, lo stesso giudice che lo aveva chiuso, autorizzò la riapertura del sito web citando il primo emendamento e questioni riguardo la giurisdizione. Il 5 marzo 2008 la banca rinunciò alla causa. Una successiva richiesta della banca di bloccare la pubblicazione del sito web fu negata.

Del 25 luglio 2010 è la notizia che WikiLeaks ha svelato ai quotidiani New York Times, The Guardian e Der Spiegel il contenuto di alcuni documenti riservati dai quali emergono aspetti nascosti della guerra in Afghanistan. Tra le altre cose, le suddette informazioni riguardano: l'uccisione di civili e l'occultamento dei cadaveri; l'esistenza di un'unità segreta americana dedita a "fermare o uccidere" talebani, anche senza un regolare processo; e il doppio gioco del Pakistan — ufficialmente paese alleato degli Stati Uniti — i cui servizi segreti tessevano rapporti di collaborazione con i capi talebani per combattere l'operato militare americano e organizzare perfino complotti contro leader afghani.
Nel mese di ottobre 2010 il numero due dell'organizzazione, il tedesco Daniel Domscheit-Berg, ha rassegnato le dimissioni per dissidi con Assange.

Alle ore 22:30 (GMT) del 28 novembre 2010 Wikileaks ha pubblicato la più ingente rassegna di documenti riservati sulle diplomazie occidentali mai resi noti al grande pubblico, con focus sull'operato del Governo USA. Nei dossier, sono incluse valutazioni sul comportamento pubblico e privato di capi di Stato Europei, sui rapporti tra USA ed estremo Oriente, sulle posizioni dei principali alleati, inclusa l'Arabia Saudita, principale alleato degli Stati Uniti e nel contempo segretamente principale finanziatore della rete terroristica di Al Quaeda”.
Fonte: Wikipedia 

Che energia percepite? C’è da fidarsi? Ecco il punto! Ad esempio, si fanno i nomi di due funzionari, ma non si diceva che gran parte dello "staff" è anonimo? Qua addirittura si fa il nome del numero due, anche se ora è un "dissociato". Viviamo in un mondo dove non si ha chiaramente la percezione “di chi sia a parlarci”, ossia viviamo in una versione del mondo di cui non ci fidiamo. Perché? 

Perché abbiamo perso la fiducia?

Secondo me perché ciò rappresenta il frattale della perdita in noi stessi e, dunque, nella fiducia in noi stessi. Ci siamo smarriti dentro di noi o fuori di noi: non importa. Questo smarrimento è segnalato in ogni modo nel mondo. I Governi sono entità di cui non ci si può fidare. Il malcontento è globale. I Governo sono “fatti” da noi, anche se è una Casta a “dominare”. Siamo noi che abbiamo il potere. Essi scrivono il futuro tramite il nostro potere. Non si può fare altrimenti, ergo, siamo noi in un sottile gioco di specchi a suonarcela e a cantarcela. Non ci si può fidare della propria ombra, nemmeno di se stessi. 

Probabilmente è l’inconscio che ci “protegge” e che ci ”sabota” allo stesso tempo, perchè dal suo punto di vista le due "cose" sono una sola cosa. Antiche programmazioni sempre attive, ci logorano l’esistenza, ma nell’intento di difendere il nostro “territorio” profondo. 

La difesa e l’offesa si confondono e si inabissano in un controverso piano di scintillii inestricabili. Il risultato è… Lo smarrimento. Il pensiero è la perdita di fiducia. L’azione è rispecchiata in questo mondo tramite le varie forme di “schiavitù”, da quelle più evidenti a quelle più sottili e moderne. La nostra è una “rinuncia”.

Leggiamo nel particolare:

“WikiLeaks vuole essere "una versione irrintracciabile di Wikipedia che consenta la pubblicazione e l'analisi di massa di documentazione riservata". Lo scopo ultimo è quello della trasparenza da parte dei governi quale garanzia di giustizia, di etica, di una più forte democrazia.
Il sito è curato da giornalisti, attivisti, dissidenti del governo cinese, scienziati. Comunque i cittadini di ogni parte del mondo possono e sono invitati ad inviare materiale "che porti alla luce comportamenti non etici di governi e aziende".
Gran parte dello staff del sito, come gli stessi fondatori del progetto, rimangono anonimi.”

Come è possibile questo anonimato? In un mondo dove il denaro può ogni cosa? Lasciamo perdere!

Il risultato più evidente è la gran mole di materiale raccolto e il fatto che la “gente” partecipa al “gran ballo” della denuncia. Già! Ma di chi ci si può fidare? Siamo alle solite.
 
È davvero un gran progetto, un nobile intento!  

Eppure SacroProfanoSacro non è mai stato contattato da nessuno! In questo Blog si fa sul serio! In questo Blog si lavora sul concetto di "energia". 

È troppo piccolo ed invisibile questo Blog? No, non credo; a certi livelli l’energia scorre con la virtù delle proprietà olografiche e frattali dell’Universo!  

Come? Dovrei essere io a contattarli? Vero! Però in una “guerra” ogni soldato arruolabile è un tesoro senza eguali. Per cui questa organizzazione è perlomeno carente.

Ossia persegue un obiettivo molto limitato.  Non si avvale di tutte le potenziali risorse della "Griglia".

Uno specchietto per le allodole? Un qualcosa di molto evidente su cui fare focalizzare l’opinione della massa? Una sorta di aggiramento della Linea Maginot

E che cosa dovrebbero nascondere?
 
Semplice: l’attenzione di ognuno di noi verso se stesso. "Lontani da sè. Lontani dal Cuore".

Non attendiamo di vedere il Mondo cambiare, per accendere in noi il cambiamento.

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