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Trai vantaggio dai consigli che un saggio mette egli stesso in pratica (Hazrat Ali) Il prezzo della conoscenza è la responsabilità di condividere (Anonimo)

domenica 26 giugno 2011

6 GIORNI SULLA TERRA

Recensione di PIETRO SIGNORELLI
Tratto da CINE-ZONE19 GIUGNO 2011


6 giorni sulla terra6 giorni sulla terra, curiosissimo film italiano assolutamente anomalo nel panorama cinematografico nostrano (o commedie o film sperimentali low budget: sembra che non ci sia altra scelta per la produzione di pellicole di casa nostra), è un vero e proprio episodio dilatato di X-Files, voluto e creato fortemente dal factotum Varo Venturi (al secondo film dopo varie esperienze in altri campi: controllate il suo Nazareno per vedere un film davvero off quanto valido) basandosi sugli studi e le prove reali del professor Corrado Malanga.
Idealmente Malanga nel film si chiama Davide Piso (l'attore di fiction Marco Poggio), uno studioso di ufologia che ha scoperto un fatto davvero devastante: gli alieni da millenni infettano il nostro corpo con le loro entità per succhiarci l'anima di cui si nutrono, ma Piso e il suo team (Leo è l'attore de «I Cesaroni» Ludovico Fremont in versione baffuta e basettona) hanno trovato un modo per scacciare i parassiti tramite l'ipnosi, cosicché dopo la comunicazione con loro vengono scacciati dall'ospite. Questo finché non arriva la bella e giovane Saturnia (Laura Glavan), contenente il potente Hexabor Diur, per nulla desideroso di andarsene e che, anzi, li sfida apertamente. A quel punto intervengono vari personaggi che hanno disparati interessi e per Piso è necessario trovare un nuovo sistema per liberare la povera Saturnia.
Venturi è davvero un autore totale (anche attore, interpreta Padre Trismegisto) ma anche un personaggio più unico che raro che non ha paura di deludere il botteghino (un simile film non può certo attirare folle oceaniche) e che dà anima raccontando di come viene assorbita (scusate il gioco di parole) ai suoi personaggi fino in fondo introducendo tutti i possibili argomenti di discussione e denuncia a sua disposizione.
Ed è così che i 6 giorni di studio del potente Hexabor ci raccontano di spionaggio, santoni esorcisti pedofili, incredulità delle miopi commissioni di studio che prendono in giro Piso per le sue teorie, denunciando l'ottica commerciale di ogni cosa rispetto a quella umana, dove il codice a barre dei prodotti contiene il 666 del diavolo.
L'archetipo dell'idea risale anche al film Il quarto tipo con Milla Jovovich, ma poi prende le distanze parlando in maniera più ampia, con una fotografia decolorata tendente al verde, di come le cose che fanno il ribollire della gioventù disadattata (i rave party) possono essere la chiave per risolvere il problema mentre le istituzioni preferiscono studiare e fare esperimenti sottobosco per scopi militari (la vecchia idea alla base di Alien) piuttosto che combattere il male. Anziché bilanciare le due energie di Yin e Yang si pensa sempre al profitto, con le caste ricche in un calderone di privilegio.
Ovviamente, vista la produzione, le ambientazioni sono disadorne, cascinali con qualche orpello sparso per dare una concettualità ecclesiastica, e le recitazioni sono poco più che scolastiche; ma l'impianto è davvero buono e l'idea e gli intenti sinceri. Inoltre i primi minuti, con quelle efficaci animazioni 3-D degli alieni con un design affascinante, non sono male. Un prodotto italiano che vuole richiamare il pericolo che viene dallo spazio ma anche il marcio che sta in noi, prosciugataci l'energia positiva, l'anima, per un film per nulla scontato. Chiusura finale con i credits che scorrono a modo del telegiornale in basso allo schermo, per rafforzare quel senso di documentario che aleggia sul film.


Corrado Malanga (leggi quì) e Varo Venturi (leggi quì) a Roma il 27 Maggio per la conferenza di presentazione del film “6 Giorni Sulla Terra”. Io c'ero.

Di Maurizio Baiata






Esiste la “questione Malanga” sul piatto dell’Ufologia Italiana, che gira come un disco a 78 giri, quelli di una volta, fatti di una sostanza che non dovrebbe sgretolarsi sotto le unghiate del tempo. Una questione importante. Da quando me ne occupo, non so chi, fra i ricercatori del nostro Paese che ho conosciuto di persona e quelli dei quali ho saputo per averne letto, possa aver fatto di più di Malanga per questa materia così controversa. Lo conosco da venti anni esatti e ho seguito tutto il suo excursus di ricerca, a volte comprendendo poco. Perché come ricercatore e scienziato, al di là del fascino dei suoi seminari, Malanga offre scarsi appigli a chi non abbia i mezzi, lui li chiama “pre requisiti”, per capire. Per questo mi sono sempre risolto a chiedergli direttamente una spiegazione, o ascoltarlo in conferenza. I suoi video su Youtube possono anche essere una buona fonte di informazioni, ma nulla supera il contatto diretto e, dato che siamo stati amici per tanto tempo, mi ritengo un privilegiato a poter essere andato alla fonte e dirimere i miei dubbi, confrontarmi, nonché dirgli apertamente che non condividevo questa o quella sua visione. Sicché, non vedendolo da oltre due anni, a parte sporadici contatti via Skype, l’occasione del suo passaggio a Roma per presentare il film “6 Giorni sulla Terra” nel caldo primo pomeriggio del 27 Maggio, non potevo lasciarmela sfuggire. E ho fatto bene. Corrado era atteso, con il regista Varo Venturi, in una sala strabocchevole di persone di un vecchio palazzo che si affaccia su piazza Venezia, proprio di fronte al balcone dove Mussolini pronunciava i suoi discorsi alle folle deliranti della Roma fascista. Dalla splendida terrazza che ci ha ospitato durante il solo break nelle sei ore di presentazione, si domina il panorama mozzafiato del Foro Romano e anche il Vittoriano e il Campidoglio apparivano stupefacenti visti dall’alto. Sino a qualche minuto prima Corrado aveva affrontato tre punti cardine dello studio sulle Abduction (Interferenze Aliene, definizione di suo conio): gli impianti; lo stato dell’arte nelle ricerche sul fenomeno negli USA e la situazione in Italia sia sul piano statistico sia su quello dei risultati conseguiti; il rapporto fra le nostre conoscenze del mondo dello Spirito e dell’Anima. Sul primo aspetto, quando ha parlato di Travis Walton, dicendo che se lo avesse ipnotizzato lui avrebbe risolto tutti i suoi problemi, avrei volto intervenire, per dissentire. Ma tant’è, Corrado avanzava sui terreni più scoscesi di una conferenza (a tre voci, con il giornalista radiofonico Patrizio Mariotti, profondo conoscitore delle tematiche trattate, brillantemente a condurre e a creare le intermissioni) che veniva punteggiata dalla proiezione di spezzoni del film di Varo Venturi. E, alla prima sequenza di immagini di esseri alieni (perfettamente resi da “effetti speciali” degni di Hollywood) che il mio cuore ha cominciato a tremare. È stata risonanza allo stato puro e non me l’aspettavo per cui ho frenato a stento l’emozione. Pensavo, fra me e me, di non essere il solo in sala ad aver visto accanto a me certe cose, ma non mi aspettavo una resa cinematografica delle ricostruzioni degli esseri tanto dirompente. E ho pensato anche che Varo e Corrado hanno avuto ragione a volersi concentrare su ogni dettaglio dell’aspetto fisico dei “visitatori” ottenuto dalla massa di testimonianze sin qui raccolte. Una figura chiave è quella di Horus. Semidio alato, dal becco adunco dell’iconografia egizia, Malanga lo ipotizza quale appartenente alle prime dinastie non umane dei faraoni, mentre in epoche successive le loro sembianze sarebbero state imitate a ricordo della loro origine cosmica… Totem delle visioni nativo/americane e di altre antiche tradizioni, sino a quella mesoamericana del serpente piumato Quetzalcoatl… egualmente, le piramidi di Giza sarebbero state i luoghi/mezzo che avrebbero consentito di trasmigrare le anime. Con ciò, il professore è giunto a parlare di oggi, di immortalità e dell’energia dell’anima. Gli dei torneranno, o sono già qui. Nessun dubbio, per Malanga. E non per assisterci. Dice il professore pesando le parole. Poi si dedica al Lux, l’entità alla quale ha dichiarato guerra aperta anni orsono e, a suo dire, vincendo con essa molte battaglie. In un altro spezzone del film il suo nemico giurato è sottoposto a interrogatorio. È fiction, ma la realtà viene resa tangibile da documentazione audio, nella registrazione originale di un dialogo con il Lux attraverso il suo involucro biologico, una donna addotta. A tratti c’è dell’humour patetico in questo dialogo. Dialoghi con le anime, che Malanga ha perseguito giungendo a creare gli identikit degli Alieni. Ora, a un’entità immortale cosa interessa uno scorcio di vita così limitato quale quello dei nostri contenitori umani? Quindi l’anima è immortale… Il film non è di fantascienza, ma descrive una realtà, è tutto vero, tranne il finale.
Nei passaggi conclusivi Malanga dichiara che non esistono alieni buoni o cattivi, ma solo Alieni e che, come sostengo io, data la loro perenne presenza, per noi oggi è possibile fare un salto qualitativo nella comprensione di chi siamo. Un ampliamento di Coscienza, senza il quale l’alieno potrebbe tornare a parassitare l’essere umano. Quindi, tale evoluzione coscienziale sembra essere indispensabile. Una persona altamente evoluta non è parassitabile. Esistendo diversi livelli di coscienza, ciò che fa la diversità è il raggiungimento della piena consapevolezza di chi siamo. Interpretando dunque il lavoro di Malanga, la persona evolve quando conosce il SÉ, ovvero mente corpo e spirito che costituiscono la forza energetica e dialogano fra loro e, quindi, sono in equilibrio. Con un po’ di umiltà, sei dio, ma con i piedi per terra.



Commento di Mike Plato:
 
Caro Maurizio, impeccabile rendiconto di una giornata "sui generis" (non ne viviamo molte nella nostra routine volontaria e forzata)...ma è necessario puntualizzare su quanto fin'ora detto. VOI PARLATE DI DUE FORZE IN CAMPO: DA UNA PARTE L'...UOMO, COSCIENTE O MENO CHE SIA; DALL'ALTRA L'ALIENO, OVVERO IL DEMONE. Il problema è che accanto ad una COSCIENZA E AD UNA SUBCOSCIENZA, ESISTE UNA SUPERCOSCIENZA senza la quale l'UMANO, o meglio l'ANIMA, è cibo e tale rimane da sempre e per sempre. Tuttavia la SUPERCOSCIENZA, ovvero quella parte dell'anima che non viene da questo regno sub-lunare, è la scintilla di Dio. Essa è talmente alta e pura, talmente estranea alle logiche tanto degli umani che degli alieni, da rendere molto difficile all'umano un'adesione con essa. E senza adesione, l'Anima è destinata ad essere preda di queste POTENZE, PRESA, IMPACCHETTA, VINCOLATA AD UN DESTINO E POI AD UN GIUDIZIO, POI RIPRESA, DI NUOVO IMPACCHETTATA, VINCOLATA AD UN NUOVO DESTINO E POI RIGIUDICATA. E QUESTO per tenerla sempre nella stalla a farsi mungere il latte. Badate che il problema è molto più grande di quanto la mente ordinaria possa pensare. Non è solo la questione di un'entità che possiede l'uomo, ma di una FORZA che controlla l'intero pianeta in tutti i suoi gangli vitali, e lo ordina e organizza in modo da garantirsi energia...Ma mi fermo qui. C'è molto di più di quanto dice Malanga, e la cosa si svolge su piani piu sottili per comprendere questo problema non si può prescindere dallo studio profondo dei testi sacri, scritti da quei pochi esseri che conoscevano a menadito tanto il LATO OSCURO che quello LUMINOSO. Ogni studio che prescinde da questa tradizione è destinato ad essere INCOMPLETO.
 Questo sia chiaro, con il dovuto rispetto per chiunque.


Commento tratto dal BLOG difreeskies.over
L’autore di questo blog ha assistito all’affollata conferenza tenutasi a Roma che ha visto il Prof. Corrado Malanga accanto al regista Varo Venturi, per presentare e commentare il film di prossima uscita dal titolo: ‘Sei giorni sulla terra’ del quale ho pubblicato il trailer nel post precedente(2).
La conferenza è durata circa sei ore in un clima di interesse e forte tensione emotiva, stemperato dalle frequenti ‘battute’ del Prof. Malanga. Sono stati mostrati alcuni brani della pellicola, ancora in fase di montaggio, ai quali seguivano i commenti del regista e di Malanga. Venturi ha rivelato alcuni retroscena della lavorazione del film ed il suo obiettivo: utilizzare il film come un veicolo di informazioni utili affinché chi si trovi dentro il ‘problema’, possa riconoscersi e quindi adoperarsi per la sua risoluzione tramite la liberazione personale. Venturi ha inoltre affermato come non si tratti assolutamente di una pellicola di fantascienza ma di un documentario molto fedele alla realtà. Su questo si è trovato conferma da Malanga che ha evidenziato punto per punto come le scene mostrate fossero aderenti alle sue esperienze dirette. Il Prof. Malanga ha mostrato i microchip inseriti nei corpi degli addotti, tramite radiografie tomografie ed altri esami, ed ha mostrato come la struttura isotopica degli stessi fosse di origine non terrestre. Si è passati poi a parlare della storia dell’approccio terapeutico al problema sottolineandone il suo perfezionamento. Sono stati mostrati dei disegni di addotti che tentavano di raffigurare l’alieno di tipo Horus ed una sua ricostruzione tridimensionale complessiva. Si è udita inoltre, con il tramite di un soggetto in ipnosi, la sua voce in lingua araba antica, nonché la voce di un altro parassita usuale, il Lux, alla base della creazione della religione contemporanea.
La conferenza è terminata, in un clima di alta soddisfazione collettiva, con l’esposizione del TCT (Triad Color Test) messo a punto da Malanga per consentire una visualizzazione immediata dello ‘stato di salute’ della nostra persona. Un lungo sentito applauso ha salutato i conferenzieri.
Posso aggiungere mie considerazioni personali sul pubblico, assai variegato da un punto di vista superficiale, composto anche da giovani provenienti da varie parti d’Italia, che ha assistito con una particolare concentrazione e partecipazione. L’uscita dalla sala conferenze è stata vissuta in un clima di rinnovata fiducia per il futuro incerto che ci si para d’innanzi, consapevoli almeno di avere i mezzi per poter indagare in un mondo invisibile ai sensi solo perché impossibilitati di potercene accorgere dai lacci dell’ignoranza coatta e della cultura ufficiale che forse è il momento di definirla per quello che è: una struttura verticistica ed oscurantista che nulla spiega se non l’intenzione palese di mantenere il controllo sulle informazioni e quindi sulla nostra percezione della realtà.
Concludo sull’opportunità di leggere le pubblicazioni(1) del Prof. Malanga, al fine di aprire una finestra su quelle che potrebbero rivelarsi chiavi di lettura perlomeno assai convincenti di quanto sta accadendo nella nostra parte di universo, la probabile matrice oscura delle forze coercitive ed avvelenatrici del nostro presente e passato, affinché non lo siano anche del futuro. In noi, secondo questa lettura del reale, alberga un’energia straordinaria e di inusuale bellezza. Essere soltanto consapevoli di ciò potrebbe portare ad un cambiamento notevolissimo del nostro avvenire.

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