Trai vantaggio dai consigli che un saggio mette egli stesso in pratica (Hazrat Ali)

Trai vantaggio dai consigli che un saggio mette egli stesso in pratica (Hazrat Ali) Il prezzo della conoscenza è la responsabilità di condividere (Anonimo)

martedì 17 gennaio 2012

SICILIA- MOVIMENTO DEI FORCONI

“SE UN UOMO CAMMINA CON LA SCHIENA RICURVA, LA SCHIENA SI STORCE. SE E’ UN POPOLO INTERO A FARLO, SI STORCE LA STORIA”.




Dal 16 al 20 GENNAIO  La Sicilia si ferma per riprendersi la libertà.
Grazie ad una libera iniziativa  il Popolo Siciliano si ferma perchè non è più disposto a essere schiavo del sistema corrotto.
I TG nazionali non ne parlano ma noi si.
Visionate il video e partecipate al cambiamento creando  un onda di condivisione perchè  sarà di supporto  e perchè solo unendo le nostre forze  possiamo fare la differenza!
 Ultimamente penso sempre pù spesso che l'informazione ci sbomballa con la crisi, i problemi (vedi il disastro della Concordia...guarda un pò che nome!!!) del'aumento di questo e di quello, come mai nessun programma parla dell'iniziativa siciliana o di nuove possibilità per superare la crisi e TROVARE SOLUZIONI ai PROBLEMI.....?

 C'era qualcuno che disse: Datemi una leva che vi sollevo il mondo..ecco IO SONO DI QUESTO AVVISO.

 Fatevi Avanti RISOLUTORI DI PROBLEMI per tutti gli altri IO SONO OFF .
ALZIAMOCI  e puntiamo diretti verso la creazione di un FUTURO MIGLIORE!


By LuisLuce




LA SICILIA SI RIVOLTA L' INFORMAZIONE ITALIANA CENSURA.
IO STO CON LA SICILIA!
LEGGI QUI GLI AGGIORNAMENTI':

Il Movimento dei Forconi blocca la Sicilia per 5 giorni.
E non finisce qui, giurano.



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Si scrive Forconi con la "F" maiuscola, in realtà, ma lo spirito è quello: una rivolta per occupare tutti i punti strategici della Sicilia. E' cominciata oggi, e non ne parla praticamente nessuno a parte la stampa locale. Eppure, sembra una notizia da prima pagina. Su Il Cambiamento c'è un'intervista ad uno dei leader del Movimento dei Forconi, in cui sono rappresentati agricoltori, artigiani, allevatori, pastori, autostrasportatori, che chiedonodefiscalizzazione dei carburanti e dell'energia elettrica, potremmo parlare di blocco delle procedure esecutive della Serit-Equitalia, potremmo parlare di Piano di Sviluppo Rurale siciliano, potremmo parlare dell'intervento della Giustizia affinché si penalizzi e si lotti contro  il taroccaggio dei prodotti e che da oggi 16 gennaio annunciano: 
La nostra intenzione è quella di fermare pacificamente l'intera Sicilia bloccando i punti cruciali del trasporto regionale. Saremo sui porti, sulle autostrade e sugli scorrimenti veloci di ogni parte della regione, saremo nei pressi delle raffinerie di Gela e Priolo, ecc.
Non si tratta di sogni velleitari. La protesta è già in corso, con conseguenze imprevedibili come l'assalto ai supermercati e ai benzinai avvenuto a Gela, dove i cittadini terrorizzati di rimanere senza rifornimenti hanno forse esagerato un filino in paranoia. La ricaduta sta infatti avvenendo anche sui negozi, che rimarranno chiusi, e sulle scuole.

Qualora non ve importi nulla, sappiate che i Forconi stanno meditando anche di bloccare del tutto il trasporto dei carburanti dalle raffinerie siciliane, che producono ben il 50% della benzina consumata nel nostro Paese. Scommetto che ora ve ne importa di più.

La protesta durerà fino al 20 gennaio. Chissà se si estenderà a bersagli più succulenti, o si finirà come al solito a parlare di "caste". Anche se la casta dei pastori siciliani non mi pare poi così tremendamente privilegiata.

Al blocco dei trasporti in Sicilia per cinque giorni proclamato da Aias e il Movimento dei Forconi, hanno aderito anche gli autotrasportatori calabresi. Lo ha reso noto il movimento ‘Forza d’urtò in un comunicato. I manifestanti hanno istituito presidi da Catanzaro a Reggio Calabria, lungo l’autostrada e nell’area degli imbarchi dei traghetti a Villa San Giovanni.
Secondo le ultime indiscrezioni molti camionisti hanno attuato un presidio lungo la statale 280, che conduce da Catanzaro a Lamezia Terme, all’uscita della galleria del Sansinato. I camionisti protestano contro il rincaro del costo del gasolio e per gli elevati costi di gestione dei mezzi. Una delegazione dei manifestanti si ieri si è recata a Catanzaro dove ha incontrato il Prefetto Antonio Reppucci al quale rappresentare le loro problematiche. Un effetto domino duque, almeno si spera, che potrebbe coinvolgere anche l’intero paese da Nord a Sud.









LA RIVOLUZIONE CONTAGIA LA CALABRIA.

18 GENNAIO 2012

La “Forza d’Urto” dei nuovi vespri siciliani é sempre più incontenibile. Gli argini isolani hanno da poco ceduto. La Rivoluzione é ora in Calabria. Il fervore popolare ha attraversato lo stretto ed ha raggiunto la punta dello Stivale. Chissà se riuscirà ad abbracciare tutta la Patria. Forse, a quel punto, i telegiornali finalmente ne parleranno.
La rivolta popolare é comunque, ad oggi, ancora in fase embrionale. Sta a tutti noi italiani fare in modo che non si esaurisca. In queste ore, sono gli autotrasportatori calabresi che stanno facendo la loro parte. A Villa San Giovanni, importante crocevia della viabilità italica, luogo d’attracco dei traghetti da e per la Sicilia, snodo strategico in cui le merci vengono messe su ruota e smistate in tutta la nazione, tutto é fermo.
É la gente comune che fa l’Italia, la gente semplice, quella che lavora nelle raffinerie siciliane o sulle autostrade calabresi. Chi governa forse non ha ben compreso che senza di loro, senza di noi, l’Italia non esiste. Senza la preziosa manovalanza la società italiana si paralizza. E allora perché la si bastona con pesantissime tasse, perché le si nega la pensione e un posto di lavoro sicuro? L’economia va rilanciata, non repressa: la gente va aiutata, non spremuta come un limone e poi gettata via.
Monti sta accondiscendendo ad ogni richiesta dell’Europa, siamo ricattati, ci stanno facendo credere che senza il potere economico della BCE o del FMI l’Italia fallirà. Sempre più soldi verranno chiesti agli italiani. Vorrei davvero però sapere in quanti credono ancora nel progetto Euro. Quanti italiani sono veramente disposti a tutti questi sacrifici per mantenere in piedi l’idea di una moneta unica, di un Europa Unita. Nessuno ce l’ha chiesto, la voce del popolo italiano é stata messa a tacere, ci hanno imposto un governo tecnico che sta decidendo per noi, che ha già deciso di “dissanguarci e delacrimarci” tutti.
Siciliani e calabresi sono i primi di tanti esasperati. Ora serve anche l’apporto dei fabbricanti veneti, dei mercanti liguri, dei commercianti romani, dei negozianti napoletani, degli imprenditori milanesi: Tutti insieme recapiteremo a Monti e ai suoi commensali d’Europa un bel messaggio: “Giù le mani dall’Italia. Gli italiani non ce la fanno più a dover pagare per i vostri errori. Ridateci la nostra patria, la nostra sovranità.”
In Europa, storicamente, tutti i tentativi di super-agglomerazione di stati sono miseramente falliti: ne se qualcosa Cesare, Alessandro Magno, Ottone, Napoleone, quello psicopatico di Hitler. Prima le invasioni erano militarizzate: i popoli si sottomettevano con le guerre, con il terrore. Poi ci hanno provato con la “diplomazia politica”, con la creazione a tavolino della Jugoslavia e dell’URSS. Altri tentativi miseramente falliti. Non sono io a dirlo, é la storia.
Ora c’è solo un modo per compattare tutta l’Europa sotto una bandiera: l’invasione dei mercati, le speculazioni finanziarie e la compravendita dei debiti pubblici delle nazioni.
Le grandi banche lo possono fare, lo stanno facendo. Ci stanno compattando tutti per vampirizzarci più facilmente.
L’Italia però non ci sta, o meglio, ad oggi, siciliani e calabresi non ci stanno.

Tratto da: IL CORSIVO QUOTIDIANO

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