Trai vantaggio dai consigli che un saggio mette egli stesso in pratica (Hazrat Ali)

Trai vantaggio dai consigli che un saggio mette egli stesso in pratica (Hazrat Ali) Il prezzo della conoscenza è la responsabilità di condividere (Anonimo)

martedì 3 luglio 2012

LA TOSCANA IN TAVOLA

L' OSTERIA TRIPPERIA FIORENTINA



Te la portai ai’ barre
in Piazza della Passera

la incominciò a grattassela
la mi fece scomparì
Teresina un ti ci porto più
un ti ci porto più
un ti ci porto più
quant’è vè che c’è Jesù....


A Firenze da tanti anni non incontro donne di nome Teresa. Da quando Riccardo Marasco nel 1972 pubblicò la canzone Teresina, all’anagrafe fiorentina poche sono state iscritte con questo nome, diventato il simbolo di peti, rutti e giochi boccacceschi piuttosto smodati.
Eppure la Teresina è una sorta di simbolo popolare di tutto quel lato davvero da Decameron che rende profondamente felici tutti noi fiorentini che parliamo in modo sboccato, greve e che ci divertiamo a essere “sconci”, esagerati, volgari e ironici.

Di questo lato boccaccesco resta poco tra il cachemire e le pieghe sartoriali della Firenze bene, quella che fa struscio in via Tornabuoni e che non mangia il Lampredotto. Questa parte dello stomaco bovino che tutt’Italia butta ma che noi fiorentini abbiamo reso nobile, anzi popolare, diffusa e unica, è la rappresentazione alimentare di quella Teresina in via di estinzione, di quel boccaccesco mangiare che nel contado fiorentino resiste.

Il Magazzino è un’osteria di trippe e quinto quarto in Piazza della Passera. Uno di quei rari casi di Nomen Omen perfetto. Luca Cai il proprietario,




era fino a 16 anni fa era un fotolitista in una grande azienda fiorentina. Poi è diventato allergico alle macchine e ai chips ed è approdato alle viscere. Ha lavorato in un trippaio storico alla Loggia del Porcellino, in un chiosco ambulante, poi tre anni fa ha deciso di aprire la prima Osteria tripperia in città.



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