Trai vantaggio dai consigli che un saggio mette egli stesso in pratica (Hazrat Ali)

Trai vantaggio dai consigli che un saggio mette egli stesso in pratica (Hazrat Ali) Il prezzo della conoscenza è la responsabilità di condividere (Anonimo)

venerdì 12 aprile 2013

La morte sarà l'orgasmo supremo

 

Per me la morte non è la fine della vita, ma il suo estremo crescendo, l'attimo culminante della vita: è l'istante supremo dell'esistenza. Se hai vissuto nel giusto modo, se hai vissuto totalmente, momento per momento, se hai bevuto ogni goccia della linfa vitale, la morte sarà l'orgasmo supremo.
L'orgasmo sessuale non è nulla, se paragonato all'orgasmo che la vita ci dona; ma lo dona solo a coloro che conoscono l'arte di vivere totalmente, di essere totali.
La morte vi offre l'Assoluto, avvolto in una felicità orgasmica: il corpo viene lasciato per sempre alle spalle e il tuo essere si fonde nel Tutto: è uno spazio incommensurabile. Se fondersi con una sola persona porta con sè una felicità immensa, prova a pensare: quanta gioia avrai, fondendoti con l'infinito!
Ma non accade a tutti coloro che muoiono, perchè le persone che non hanno vissuto nel giusto modo, non possono morire nel giusto modo:  coloro che hanno vissuto in una profonda inconsapevolezza, moriranno profondamente inconsapevoli. La morte ti portrà solo ciò che hai vissuto per tutta la tua vita: è l'essenza di tutta la tua vita.
Se la tua è stata una vita di consapevolezza, se hai vissuto come "testimone", allora potrai essere testimone anche della morte. Se per tutta la vita sei stato centrato in te stesso, quieto, la morte diventerà, sotto molti punti di vista, l'ultima  sfida: la prova finale. E se riesci a restare centrato, quieto e tranquillo... e se osservi, come un testimone distaccato, allora non morirai una morte inconsapevole: la tua morte ti porterà sulla somma vetta della consapevolezza. E in questo caso, è più che certo, è ovvio che la si deva celebrare.
Quindi ogni volta che uno dei miei sannyasin muore, noi facciamo festa, cantiamo e danziamo... gli offriamo un bellissimo addio.
Osho

LuisLuce ha detto...
Personalmente posso immaginare che per l'anima ritornare a casa sia si un orgasmo, ma non potrei mettere insieme le sue esperienze per paragonarle a quelle che il corpo fisico può offrirci in questa realtà materiale. Prima farei una riflessione sulle differenti realtà dimensionali che le due percepiscono e la causa per cui questo avviene. Oggi e qui, mi soffermerei a valutare le differenze che ci sono tra l'anima, lo spirito e il corpo, cercando il più possibile una sintonia tra i pensieri, le parole, le azioni. Essere coerenti aiuta a vivere meglio. Benedico ogni istante di questo mio viaggio terreno, offrendomi e offrendo al mio prossimo il meglio. Poi quando arriverà il momento di passare in un'altra dimensione non so se potrò inviare un messaggio che aiuti coloro che sono rimasti a … terra a superare le interpretazioni che come mortali facciamo. Una Abbraccio Cosmico * LuisLuce
19 settembre 2010 17:23
LuisLuce ha detto...
@ Caro Alessandro, ritengo che qualsiasi mezzo che ci porta a liberare il corpo innalzandolo verso il divino possa dirsi "spirituale". Come donna, oltre all'estasi nell'amplesso, ricordo il momento in cui sono venuti alla "luce" i miei figli. Potrei parlare di orgasmo cosmico e di amore incondizionato. In questo caso mentre lo spirito entra in un corpo e muore alla vita terrena.... Senza limiti, dentro e fuori, avanti e indietro, l'universo incessantemente compie un atto d' amore! Ciao ♥
20 settembre 2010 19:53

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